La domanda che più spesso mi viene rivolta in relazione ai Viaggi Fotografici è quale sia il corredo fotografico migliore per affrontare la vacanza.

Questa è la classica domanda a cui rispondere è insieme facile e difficile: facile, perché la risposta diretta – e più logica – è “solo ciò di cui non si possa fare a meno per fotografare”; difficile, perché ognuno di noi ha un concetto molto personale di ciò che davvero serve (a parte la macchina fotografica, ovviamente).

Qui, quindi, non parlerò in generale di ciò che astrattamente serva o meno per fotografare, ma mi limiterò a raccontarvi cosa l’esperienza mi ha dettato, dopo lunghi e numerosi viaggi, come il giusto compromesso per me tra ingombro/peso e necessità fotografica.

Oltre al mio corpo macchina (uno, rinuncio sempre al “muletto”), il corredo di obiettivi mi copre dalle focali più corte a quelle lunghe: nello specifico, uno zoom grandangolare (14-24), uno zoom normale (24-70) ed un telezoom (70-200). Questi obiettivi dalla grande luminosità (fattore molto importante e tutti da f2.8), da soli, comportano già un peso importante, circa 3,5 Kg, quindi per gli scopi del nostro viaggio quasi sempre l’aggiunta di altre lenti sarà una grossa concessione al superfluo; solo raramente, sapendo già in partenza che sarebbero utili, aggiungo un obiettivo fisso, di solito un 50mm f1.4 leggero e poco ingombrante.

Il corredo del Fotografo Viaggiatore 1

Ovviamente, questi sono scelti tra gli obiettivi della marca di materiale fotografico da me scelta: in caso di altre marche, ci saranno obiettivi dalle caratteristiche simili. In ogni caso questa triade mi copre adeguatamente le focali maggiormente usate e mi dà garanzie di qualità e affidabilità.

La scelta può cadere anche su focali leggermente diverse che comportano pesi minori a scapito della luminosità: ovviamente queste sono scelte personali.

A completamento del parco strettamente legato alla macchina fotografica, nel mio zaino da viaggio non manca mai una batteria di riserva, un caricabatterie ed una quantità abbondante di schede di memoria: queste sono leggere, occupano poco spazio e in più è davvero frustrante dover sacrificare qualche scatto a cui teniamo perché abbiamo risparmiato spazio sulle cose sbagliate.

Come tracolla della fotocamera, evito ormai da molti anni quelle classiche, che per me sono scomode e disastrose per il mio collo durante lunghe e faticose camminate. Ho alla fine optato per una soluzione, comoda ed efficiente, che non mi comporta stress fisico e che mi lascia le mani libere.

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Una soluzione alternativa che porto sempre con me è quella rappresentata dalle cinghiette nella figura qui a lato.

Queste permettono di agganciare il corpo macchina direttamente ad anelli posti sulle spalle (zaino o giubbetto), scaricando il peso della macchina sulle spalle e non sul collo. Come detto, ne ho sempre una coppia a portata di mano essendo due piccole cinghiette di una 15ina di centimetri.

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Un altro accessorio poco ingombrante e molto utile è uno scatto remoto che permetta di gestire la posa “bulb” e che potrò usare in caso di fotografie notturne o in bassa luce che hanno sempre un grande successo e impatto emotivo. Proprio per questo tipo di fotografie, io non rinuncio mai a portare con me un fedele cavalletto: pesante e ingombrante, certo, ma facilmente trasportabile integrandolo con la borsa/zaino e di cui rimpiangeremmo la mancanza in caso di necessità.

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Altri accessori molto importanti e di poco ingombro sono i filtri: meglio avere sempre un polarizzatore, un filtro UV o uno Skylight a portata di mano…

Sempre a proposito di materiale poco ingombrante è buona norma avere sempre a portata di mano una piccola torcia led.

Sia per qualsiasi evenienza, sia come sorgente luminosa per la fotografia, ricompenserà sempre in abbondanza il piccolo peso e ingombro.

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E arriviamo al trasporto, ovvero borsa o zaino. Io consiglio sempre lo zaino, ma anche in questo caso dipende dai gusti e dalle abitudini personali. Comunque, qualsiasi prodotto voi scegliate, assicuratevi che sia robusto, impermeabile, di minor peso a vuoto possibile, assimilabile a bagaglio a mano e PIENO DI TASCHE (non ce ne sono mai abbastanza!!).

In questo campo la possibilità di scelta è pressoché illimitata, sia per caratteristiche che per prezzi e la scelta è talmente personale che non è possibile indicare un modello oppure un altro. Ma ciò sul quale insisto sempre è quello dell’uso di un giubbotto fotografico.

Di solito poco costosi ma di enorme utilità, permettono di trasportare una quantità di materiale impressionante e molto spesso io esco in escursione fotografica solo con il giubbotto e senza zaino. La sua utilità non si limita alle escursioni, ma l’ho sperimentato diverse volte anche in aeroporto: quando il bagaglio a mano supera il peso consentito, riempio il giubbotto di materiale (ciò che si porta addosso non concorre al peso del bagaglio), sia che si tratti di materiale fotografico, PC portatili, altre apparecchiature e persino vestiti! È talmente utile per me, che l’unica attenzione che devo porre è quella di ricordarmi in quale tasca riponga le diverse cose, perché ce ne sono talmente tante che spessissimo non mi ricordo dove ho messo cosa!!!!

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E arriviamo, infine, all’accessorio più trascurato, dimenticato ma del quale ho visto in molte occasioni piangere la mancanza:

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Questo oggetto, inventato per ben altri scopi, nell’era della fotografia digitale è assurto ad elemento indispensabile nel corredo di ogni fotografo. Infatti, nessuna macchina fotografica, anche la più sofisticata, è esente dal problema della polvere sul sensore; e nel momento in cui un nostro capolavoro fotografico è rovinato irrimediabilmente da quella macchia di polvere, è inutile l’impiego di sofisticati e tecnologici mezzi spazzapolvere: è sufficiente un robusto soffio del nostro oggettino arancione e tutto si risolve!
E poi, diciamolo chiaramente, in caso di bisogno verrà senz’altro molto utile per il suo impiego originario! 😉

Buona luce e buon vento a tutti!

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